C’è un’azienda che negli ultimi 12 mesi è cresciuta in borsa del 530 %. Collabora con la polizia e con i servizi segreti, opera esclusivamente con enti di paesi alleati agli Stati Uniti o con visione allineata ad essi. Grazie ai suoi sistemi di raccolta e analisi dei dati può sapere tutto di tutti, tutto di ogni persona, tutto di ogni stato.

Figura 1. Rendimento a 12 mesi Palantir Technologies|Yahoo finance
Un potere sconcertante nelle mani di una persona che più di tutti sta guadagnando dagli attuali conflitti nel mondo.
COSA FA PALANTIR E CHI È IL SUO CEO ALEX KARP?
Palantir è oggi una delle aziende più emblematiche nel campo delle tecnologie militari e di intelligence, ma il suo CEO, Alex Karp, ha un background che contrasta nettamente con quello che ci si aspetterebbe da un protagonista dell’industria bellica. Nato a New York nel 1967, Karp studia filosofia all’Haverford College e successivamente si iscrive a giurisprudenza a Stanford, dove avviene un incontro destinato a segnare la sua vita professionale: conosce Peter Thiel, futuro cofondatore di PayPal.
Qui inizia una carriera accademica, ma subito dopo arriva qualcosa che gli fa cambiare strada. Oltre a fare ricerca, infatti, Karp investe per conto suo; ottenendo risultati così promettenti da attrarre l’attenzione di amici e conoscenti, i quali iniziano ad affidargli fondi da gestire. Da questa esperienza nasce il Caedmon Group, società di investimento che, nel giro di pochi anni, sostituisce l’università come sua attività principale. A Karp il mondo della finanza piace. Gli piace poter analizzare e capire tante realtà in settori diversi e per la capacità di generare guadagni sostanziali. La svolta arriva nel momento in cui Peter Thiel, reduce dalla vendita delle sue quote in PayPal, lo contatta con un’idea radicale: applicare le tecnologie antifrode sviluppate da PayPal per la sicurezza nazionale, in particolare alla luce delle sfide emerse dopo l’11 settembre 2001. Thiel riconosce in Karp la figura adatta a guidare un progetto tanto ambizioso: nasce così Palantir Technologies.
Il nome stesso dell’azienda è una dichiarazione d’intenti: i “palantir”, tratti dal mondo del Signore degli Anelli, sono sfere magiche che consentono di vedere luoghi lontani, comunicare e persino prevedere il futuro. Karp e Thiel, entrambi appassionati dell’opera di Tolkien, scelgono questo nome per evocare un’analogia chiara: trasformare la raccolta e l’analisi dei dati in una forma di potere quasi profetico.
L’ambizione è sfruttare il potenziale, ancora poco esplorato all’epoca, della grande quantità di dati generati da internet e dalle tecnologie digitali emergenti. Palantir si propone come piattaforma capace di organizzare, connettere e interpretare questi dati per scopi di sicurezza, intelligence e governance, soprattutto al servizio del governo degli Stati Uniti.
Con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie è possibile raccogliere una mole di dati immensa. Prima era impensabile. Il progetto di Thiel e di Karp quindi è creare un sistema per sfruttare il più possibile questo nascente oceano di dati. Questa sarebbe la chiave per creare il potere dei Palantir: i dati. Dati che nelle mani di Palantir, la società, diventeranno una vera e propria arma.
PRIMI PASSI DI PALANTIR
Nel 2003, Alex Karp, Peter Thiel e un piccolo gruppo di soci danno vita a Palantir Technologies, con l’obiettivo di costruire una piattaforma in grado di analizzare grandi volumi di dati per scopi di sicurezza nazionale. In un periodo in cui l’uso dei dati era ancora principalmente associato al marketing, la loro proposta sembrava visionaria, persino irrealistica: utilizzare i dati per prevenire minacce, gestire operazioni militari e rafforzare l’intelligence.
Eppure, Karp si dimostra determinato a trasformare l’utopia in realtà. Nel 2004, riesce a ottenere un risultato decisivo: convince la CIA della validità del progetto, portando l’agenzia a investire 2 milioni di dollari attraverso il suo fondo di venture capital, In-Q-Tel. Questo è il primo finanziamento istituzionale ricevuto da Palantir, e segna l’inizio di un rapporto profondo con l’intelligence americana: la CIA non solo investe, ma diventa anche uno dei primi clienti della piattaforma.
I software di Palantir funzionano bene oltre ogni aspettativa. Lo racconteranno diversi membri ed ex membri dell’agenzia di intelligenza americana, come l’ex direttore della CIA George Tenet, intervistato da Forbes nel 2013[1].
Tuttavia, proprio il legame con il mondo dell’intelligence pone un ostacolo iniziale alla crescita dell’azienda: la segretezza operativa. Se gran parte dei contratti e delle operazioni sono classificati, Palantir non può farsi conoscere pubblicamente, e questo limita fortemente la sua espansione commerciale.
Le cose iniziano a cambiare a partire dal 2009, quando la CIA alleggerisce i vincoli di riservatezza, consentendo a Karp di condividere pubblicamente alcuni dettagli sull’attività dell’azienda. Karp sfrutta subito questa opportunità mediatica: inizia a presentare Palantir come un partner chiave della difesa americana, coinvolto, secondo le sue dichiarazioni, in oltre la metà delle operazioni militari e di intelligence degli Stati Uniti. Queste affermazioni non vengono smentite dalle istituzioni, conferendo legittimità e credibilità pubblica alla società. Permettendo così di iniziare a ottenere i primi clienti commerciali, società private, non più soltanto enti governativi; garantendo di usare tecnologie di livello militare e collaudate sul campo.
Palantir da dopo il 2010 inizia ad offrire sempre più servizi a sempre più clienti. Karp quindi decide di creare tre categorie di servizi che i clienti possono comprare. Il servizio principale per l’azienda è la piattaforma Foundry[2], che fornisce le analisi basate sul software di Palantir, usando però solo dati legalmente accessibili nel mercato commerciale. E quindi raccoglie anche dati venduti da terze parti. Questi dati comprendono tutto ciò che gli utenti autorizzano inconsapevolmente quando accettano termini e condizioni nelle app: localizzazione, cronologia di navigazione, preferenze, commenti, comportamenti digitali e tratti psicologici.
Palantir inizia a lavorare con grandi società, come ad esempio la catena di ristorazione Wendy’s. Per essa ha creato dei software per gestire al meglio l’acquisto dei prodotti e la migliore distribuzione di diversi punti di vendita. Questo per capire come il loro lavoro si può applicare ad ogni ambito, non soltanto alla difesa e alla guerra.
Oltre a Foundry, Palantir sviluppa Apollo[3], la seconda linea di servizi dell’azienda. Apollo consente ai clienti di integrare le funzionalità analitiche di Palantir con i propri sistemi software già in uso, garantendo aggiornamenti continui e automazione su larga scala. Questa piattaforma assicura scalabilità e interoperabilità, due elementi chiave per qualunque azienda moderna che gestisca dati complessi in tempo reale.
CHI CONTROLLA I DATI CONTROLLA IL MONDO: GOTHAM
Ma la categoria che risulta più interessante è la terza. La guerra, le applicazioni militari, per Karp restano sempre il fine ultimo. E lavorare con le aziende è utile sia per guadagnare che per avere accesso a sempre più dati da poter sfruttare all’occorrenza. E infatti è soprattutto per i servizi per militari, per polizia, per servizi segreti che Palantir fa davvero il massimo.
Questa terza categoria è chiamata Gotham[4]; è la piattaforma destinata solo agli stati, ma non a tutti gli stati, esclusivamente agli USA e ai loro alleati. Con Gotham, Palantir, fornisce alle nazioni analisi e linee guida su come comportarsi sul campo, sui possibili sviluppi futuri, su cosa sta succedendo nel mondo per elaborare le migliori strategie da seguire. In questo servizio Palantir usa quasi la totalità dei dati che ha a disposizione, esclusi solo quelli riservati di altri paesi.Il suo funzionamento si basa sulla normalizzazione di grandi volumi di dati eterogenei: da database relazionali a feed in tempo reale, da documenti testuali a dati geospaziali. Una volta acquisiti, questi dati vengono trasformati in “entità” strutturate, come persone, luoghi, oggetti, eventi; che il sistema connette attraverso relazioni logiche e temporali.
L’utente interagisce con questi dataset attraverso interfacce visuali ad alto livello: detective board, mappa geospaziale, timeline cronologica. Gotham consente interrogazioni avanzate senza richiedere skill particolari: si può, ad esempio, partire da una targa o da un nominativo e risalire a pattern di spostamento, contatti associati e anomalie comportamentali. Il tutto è tracciato da un audit log dettagliato, con controllo minuzioso degli accessi. Gotham non si limita a mostrare dati: li arricchisce, li correla e li rende “operativi”, permettendo analisi investigative rapide, collaborative e sicure. È così che dati disparati diventano intelligence fruibile.
La piattaforma Gotham è stata usata più volte con successo per sventare attentati, per trovare latitanti, per smantellare gruppi criminali. Secondo voci non confermate, Gotham avrebbe avuto un ruolo anche nella localizzazione di Osama bin Laden nel 2011. Tuttavia, in quegli anni Palantir non era quotata nei mercati regolamentati, e Karp manteneva e poteva mantenere un elevato livello di riservatezza su operazioni e clienti.
UN’AZIENDA PER L’EGEMONIA MILITARE AMERICANA
Palantir non è solo una tech company: è anche l’espressione di una visione politica condivisa da Karp e Thiel. I due cofondatori sono molto diversi solo sul piano ideologico: Karp si definisce un liberale pragmatico mentre Thiel è un repubblicano di ferro partecipante assiduo ad eventi del partito, è anche il primo tra i grandi imprenditori della Silicon Valley a sostenere Trump nel 2016. Ma d’altro canto condividono un obiettivo comune: rafforzare l’egemonia degli Stati Uniti nel mondo per difendere i valori occidentali e liberali. L’ideologia politica di Thiel però non coincide del tutto con quello che può venire in mente pensando alla destra classica. Per Thiel, lo Stato deve avere funzioni minime: sicurezza, proprietà, rispetto dei contratti. Tutto il resto, in particolare il progresso, deve essere lasciato al settore privato. Karp, pur non spingendosi fino al libertarismo, condivide l’idea di una tecnocrazia orientata al progresso, e nel suo libro The Technological Republic sostiene la netta supremazia delle società occidentali fondate sulla tecnologia e sui principi liberali degli Stati Uniti.
Quindi nella loro ottica, per difendere e rendere più forti i principi liberali nel mondo, bisogna rendere più forti gli Stati Uniti. Il loro obiettivo primario, e dichiarato quindi, è fare in modo che gli Stati Uniti restino per sempre egemoni, con la convinzione che resteranno sempre garanti dei principi liberali e dello Stato di diritto. Eppure, nel farlo, stanno anche creando dei sistemi che potrebbero essere usati per far nascere degli stati totalitari indistruttibili, dando allo Stato un potere di controllo immenso, insomma per difendere la libertà stanno creando un sistema che potrebbe essere usato per reprimerla, come mai prima nella storia.
E non sono solo parole, lo si vedrà nei bilanci dopo la quotazione in borsa. Palantir non accetta mai contratti da paesi o da aziende al di fuori dei confini NATO, o meglio al di fuori dei valori allineati a quelli dei paesi occidentali. Palantir accetta di lavorare solo con gli Stati Uniti e con i loro alleati, sia per quanto riguarda gli enti governativi che le aziende.
Questa linea di principio diventa ancora più evidente con la quotazione in borsa del 2020, un passaggio cruciale che porta con sé nuovi obblighi di trasparenza, come la pubblicazione di bilanci certificati. Questo cambia radicalmente la percezione pubblica dell’azienda. Per la prima volta emergono informazioni concrete su clienti, profitti, investimenti e strategie.
Quello che si vede inizialmente a Wall Street delude, almeno all’inizio. Il bilancio di Palantir nel 2020 ha un fatturato di 1 miliardo e 100 milioni di dollari. Contando le spese però, è in perdita di oltre un miliardo. Eppure ormai il ruolo dell’azienda è consolidato, e in campo militare la piattaforma Gotham è diventata fondamentale per la Nato e per gli Stati Uniti. Il fatto è che la perdita non è poi un problema così grave. Il deficit infatti non è frutto di errori, ma dalla scelta di investire continuamente in ricerca e sviluppo: lo si fa per migliorare i servizi, spendendo tutto il fatturato, facendo debiti, usando i soldi raccolti dagli investimenti soltanto per la ricerca. L’obiettivo ultimo è ‘rendere gli Stati Uniti sempre più forti’. Karp lo ricorda in quasi tutte le interviste. I contratti con le aziende, nella sua ottica, servono a poter migliorare i servizi per i governi, cioè per gli Stati Uniti soprattutto. È noto che tra le aziende private Palantir lavorerà per i settori più diversi, dalle grandi banche come Morgan Stanley a catene di farmacie come Walgreens, ma anche Ferrari, Airbus, catene di ristorazione come Wendy’s. Ogni azienda però deve permettere a Palantir di avere accesso a buona parte dei suoi dati non accessibili. E così Palantir diventa sempre più potente, una vera e propria arma.
E questo sembra dare ossigeno all’azienda e dopo pochi anni arrivano i profitti. Nel 2023 Palantir va in positivo con un utile di 209 milioni e l’anno successivo lo raddoppia. Quindi arriva a quello che è il vero evento straordinario che ha coinvolto Palantir nel 2024: la società registra una crescita in borsa praticamente verticale 340%, nell’anno passato. Ha più che quadruplicato il suo valore ed è la migliore tra le maggiori aziende americane quotate nell’SP500. E quello che possiamo notare però, è che l’aumento dell’utile coincide con lo scoppio di guerre in tutto il mondo.
QUINDI È GRAZIE ALLA GUERRA CHE PALANTIR STA GUADAGNANDO COSÌ TANTO?
In realtà non solo. I clienti di Palantir a metà del 2025, estrapolati dal bilancio, risultano circa il 55% enti governativi e per il 45% aziende private.
Tuttavia guidare l’enorme crescita di Palantir dopo il 2023 è soprattutto l’intelligenza artificiale. Palantir infatti crea sistemi di intelligenza artificiale da abbinare ai suoi servizi, il fiore all’occhiello è rappresentato da Aip (Artificial intelligence platform), un servizio che viene descritto come una sorta di chatbot con cui gestire le informazioni raccolte dal campo di battaglia, chiedere scenari futuri, ipotizzare scenari di guerra e fare domande sul da farsi[5]. E a fine 2024 la domanda dalle aziende aumenta del 64% y/y. Le commesse governative, invece, aumentano del 45% y/y. A segnare la crescita di Palantir sia in borsa che sul mercato, quindi, è soprattutto l’intelligenza artificiale, anche più delle guerre. È un’intelligenza artificiale che, con i sistemi di raccolta e analisi dei dati di Palantir, ha un potenziale enorme.
Chi usa Palantir è probabile che continuerà a farlo in futuro. Ma come ci ricorda Alex Karp, l’ottica della società non è cambiata. L’applicazione militare per lui non è un male necessario, è il fine ultimo. Il suo obiettivo è quello di Peter Thiel e rendere gli Stati Uniti i più forti possibile. Nei suoi discorsi Karp non nasconde un autentico nazionalismo ma lo abbina ad una visione progressista sulle libertà sociali, una combinazione particolare. L’intelligenza artificiale di Palantir viene presentata da Karp come un’arma, che secondo lui cambierà il mondo ad un livello paragonabile alla bomba atomica. All’AI Expo del 2024 il CEO di Palantir è arrivato a dire persino di sentirsi come il nuovo Oppenheimer[6], dicendo che il mondo, l’opinione pubblica, non ha ancora nemmeno lontanamente compreso quanto l’intelligenza artificiale cambierà tutto. Almeno secondo lui. Ma cosa accadrebbe se per esempio gli strumenti, anzi le armi di Palantir, finissero in mano a un governo autoritario e non liberale? O se gli Stati Uniti stessi avessero una svolta autoritaria?
[1] Ryan Mac, Forbes; National Security Darling: Why Condoleezza Rice, David Petraeus and George Tenet Back Palantir
[2]Palantir; Palantir Foundry; 2025; https://www.palantir.com/platforms/foundry/;
[3]Palantir; Apollo; 2025; https://www.palantir.com/platforms/apollo/;
[4]Palantir ; Gotham; 2025; https://www.palantir.com/platforms/gotham/
[5] Palantir; AIP; 2025; https://www.palantir.com/platforms/aip/;
[6] The New York Times; Our Oppenheimer Moment: The Creation of A.I. Weapons; 2023; https://www.nytimes.com/2023/07/25/opinion/karp-palantir-artificial-intelligence.html

Laureando in Economia Aziendale delle Imprese Sostenibili, ha sviluppato un forte interesse per la politica monetaria, l’economia, la finanza aziendale e i mercati finanziari, approfondendo tali ambiti attraverso studi extracurriculari e analisi dei protagonisti del settore. Un’esperienza in ambito militare ne ha rafforzato disciplina, leadership e capacità analitiche. Appassionato di astrofisica e astronomia, coniuga rigore scientifico e visione interdisciplinare.