La guerra in Ucraina, scoppiata nel 2022, ha profondamente mutato il quadro dei rapporti commerciali della Russia con il resto del mondo, in particolare con l’Unione europea. Bruxelles si è schierata al fianco di Kiev dal primo momento in cui hanno avuto inizio le ostilità e le conseguenze di tale gesto hanno portato all’imposizione di sanzioni ai danni di Mosca e all’interruzione progressiva delle importazioni di materie prime come gas e petrolio con stop definitivo da gennaio 2027.[1]

In uno scenario dove il Cremlino ha visto tirarsi indietro il partner più bramoso della sua energia, le esportazioni hanno visto cambiare i mercati di destinazione e tra questi si è fatto largo quello asiatico grazie al trasporto su metaniere che navigano lungo la Rotta del Mare del Nord che collega le acque siberiane fino all’Oceano Pacifico.

A interessarsi dell’energia russa non c’è solo l’Asia ma anche l’America. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato a inizio ottobre l’accordo con il suo omologo russo Vladimir Putin per le importazioni di diesel al fine di calmierare i prezzi del carburante, cresciuti considerevolmente a seguito dello scoppio del conflitto con l’Iran. [2] L’intesa sul gasolio non è l’unico episodio emblematico della distensione dei rapporti commerciali tra Washington e Mosca perché, come riportato da testate autorevoli,[3] i due Governi starebbero discutendo di investimenti americani per Nord Stream, l’infrastruttura che consentiva il trasporto di gas dalla Russia fino in Germania passando per il Mar Baltico e che è stata danneggiata a seguito di un sabotaggio avvenuto nel settembre del 2022.[4]

Naturalmente, la collaborazione con nuovi partner è un processo in definizione e non è esente da criticità e ostacoli che vanno dalla costruzione di nuove infrastrutture fino al gioco della diplomazia, in un mondo dove il controllo delle risorse e delle fonti di approvvigionamento premetteranno di plasmare i nuovi equilibri geopolitici.

I progetti nell’artico e la Rotta del Mar del Nord: come la Cina sta sostituendo l’Europa

Se da una parte l’Unione europea ha gradualmente ridotto le importazioni di gas dalla vicina Russia, dall’altra la Cina ha mostrato un certo appetito per l’oro blu del Cremlino. Secondo diverse stime, il Dragone ha acquistato 38,8 miliardi di metri cubi arrivati via gasdotto, mentre 9,79 milioni di tonnellate sono giunte via mare.[5]

Un volume di affari notevole che va a rimpinguare le casse delle compagnie energetiche russe, ma che richiede il finanziamento programmi industriali incentrati sull’edificazione di nuovi impianti e di mezzi di trasporto per battere una rotta commerciale che fino a poco tempo fa non era quella prediletta per fare business.

In questo quadro, ha preso forma il progetto Arctic LNG 2 nel cuore della penisola di Gydan, in Siberia. L’impianto ha una capacità produttiva pari a circa 19,8 milioni di metri cubi di gas naturale liquefatto (GNL), [6] il quale viene successivamente portato a bordo di metaniere che salpano alla volta del Pacifico. Il tragitto che porta all’approdo nei porti cinesi è la Rotta del Mare del Nord, piuttosto agevole da navigare nei mesi di bella stagione ma decisamente meno nel periodo invernale a causa dell’elevata presenza di banchi di ghiaccio.  Non è un caso che dalle parti del Cremlino abbiano deciso di accrescere la flotta di metaniere di tipo Arc 7, un modello navale che consente la navigazione in acque ghiacciate e di non interrompere le forniture di GNL nei mesi più freddi. Tuttavia, questa tipologia di imbarcazioni non è molto diffusa in commercio e alcune di esse sono soggette a sanzioni occidentali, rendendo piuttosto complicata la navigazione completa dai porti di Gydan fino in Cina. Presa questa consapevolezza, le autorità russe e gli industriali coinvolti nel progetto hanno individuato come soluzione ottimale l’effettuazione di un trasbordo di nave in nave, dando modo alle metaniere Arc 7 di fare ritorno in Siberia per caricare altro gas liquefatto in tempi più brevi rispetto a quelli che impiegherebbero se dovessero approdare in Asia.

L’intreccio commerciale con l’Asia potrebbe non essere determinato solo dall’iniziativa Arctic LNG 2, ma da un altro programma energetico che ha a che fare con il petrolio: Vostok Oil.[7] L’idea nasce su impulso della società Rosneft con l’obiettivo di efficientare la produzione di greggio nella regione siberiana di Krasnoyarsk, ricca di pozzi petroliferi molto preziosi per via della tipologia di oro nero che custodiscono, ovvero povero di zolfo e dunque più semplice da lavorare. L’obiettivo è la realizzazione di una rete di oleodotti che metta in collegamento i giacimenti e gli impianti produttivi sparsi per il territorio con i porti che si affacciano sull’Oceano Artico. Da là, vista la vicinanza con la Rotta del Mare del Nord, i barili di greggio potrebbero essere caricati su navi petroliere pronte a salpare in direzione dei porti asiatici.     

Un quadro simile dà a pensare come il futuro mercato di sbocco dei prodotti energetici russi abbia come lingua ufficiale il mandarino, ma i contraccolpi delle mancate esportazioni verso un mercato storico come quello europeo non mancano. Nel 2025, le perdite per la carenza di vendite di materie prime all’Unione europea sono state circa del 40% e le compensazioni date dagli acquirenti asiatici non sono sufficienti per far fronte da sé ai costi logistici legati al trasporto di gas liquefatto, maggiori rispetto a quelli dei gasdotti terrestri.[8]

I rapporti Usa-Russia per fare fronte alla crisi energetica

Nonostante il conflitto in Ucraina abbia raffreddato considerevolmente i rapporti tra Stati Uniti e Russia, dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca c’è stata una distensione graduale che, sebbene le tensioni tra Kiev e Mosca siano lontane dall’essere attenuate, ha portato alla conclusione di un accordo commerciale su diesel. Il 9 ottobre, il presidente statunitense ha annunciato l’intesa con il capo del Cremlino per una prima fornitura di circa 300 mila tonnellate di gasolio che sarebbero state immesse nei mercati internazionali; il primo carico è già salpato a bordo di una nave battente bandiera maltese dal porto di Primorsk, sul Mar Baltico.[9] Il dipartimento del Tesoro, di conseguenza, ha dato il nullaosta alla sospensione di alcune sanzioni sul gasolio fino ad aprile 2027 per consentire una crescente importazione di risorse da Mosca.

L’amministrazione statunitense ha stretto questo accordo dopo che l’Agenzia per l’informazione energetica ha dichiarato che il prezzo del gasolio è salito di 3,48 dollari al gallone rispetto a inizio anno, complici le ostilità in Medio Oriente e i bombardamenti ucraini sulle raffinerie russe. Una mossa indubbiamente determinata dalla volontà di mettere un freno all’erosione del potere d’acquisto degli americani, promessa fatta dal presidente Trump durante la campagna elettorale del 2024.

L’accordo relativo al gasolio non è l’unico che vede Usa e Russia sedere allo stesso tavolo delle trattative. Secondo indiscrezioni lanciate da Reuters e confermate da altre fonti, Jared Kushner – inviato speciale e genero di Trump – e Kirill Dmitriev – consigliere politico del Cremlino – si sarebbero incontrati a New York e a Mosca per discutere dell’ingresso di investitori americani nell’azionariato del Nord Stream.[10] Agli incontri avrebbero partecipato anche funzionari dei dipartimenti del Tesoro e dell’Energia degli Usa e si sarebbe discusso anche della rilevazione degli asset (raffinerie, giacimenti, ecc.) della multinazionale russa Lukoil, situati al di fuori dai confini della Federazione, da parte di acquirenti stranieri a partire da quelli statunitensi.

Allo stato attuale, un ingresso di capitali americani potrebbe essere un’ipotesi subordinata, però, alla riparazione dei danni riportati dal Nord Stream a seguito del sabotaggio adoperato, secondo indagini recenti,[11] da un commando ucraino e all’eventuale riattivazione dell’infrastruttura, ipotesi altamente improbabili finché la guerra non sarà conclusa. 

Al di là degli eventuali accordi sul Nord Stream che necessitano di ufficializzazione delle parti in causa, la Russia sta tessendo la sua rete di interessi commerciali e geostrategici aggirando il muro di sanzioni imposte dal suo ex partner storico in modo da gettare le basi per giocare il ruolo di superpotenza in un mondo che molti osservatori definiscono post-globalizzato e multipolare.


[1] Comunicato stampa “Stop alle importazioni di gas russo nell’Ue”, Parlamento europeo, 2025, https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20251211IPR32169/stop-alle-importazioni-di-gas-russo-nell-ue

[2] What’s in the diesel deal between Putin and Trump?, Reuters, 2026, https://www.reuters.com/business/energy/what-is-diesel-deal-between-putin-trump-2026-10-12/

[3] What’s in the diesel deal between Putin and Trump?, Reuters, 2026, https://www.reuters.com/business/energy/what-is-diesel-deal-between-putin-trump-2026-10-12/

[4] Billy Stockwell, A trial over one of the biggest acts of sabotage in decades is getting underway. Here’s a refresher, Cnn, 2026, https://edition.cnn.com/2026/10/14/europe/nord-stream-sabotage-trial-ukraine-russia-intl

[5] Russia’s Gazprom supplied 38 bcm of gas to China via Power of Siberia pipeline in 2025, Reuters, 2025, https://www.reuters.com/business/energy/russias-gazprom-supplied-38-bcm-gas-china-via-power-siberia-pipeline-2025-2025-12-25/

[6] Billy Stockwell, A trial over one of the biggest acts of sabotage in decades is getting underway. Here’s a refresher, Cnn, 2026, https://edition.cnn.com/2026/10/14/europe/nord-stream-sabotage-trial-ukraine-russia-intl

[7] RN-Vankor Will Deliver a Record Volume of Cargo to Vostok Oil’s Facilities During the Summer Navigation Season, Rosneft, 2024, https://www.rosneft.com/press/news/item/220377/

[8] Double Blow: Russia enters a period of relatively low oil prices while simultaneously losing revenue from gas sales to Europe, Re:Russia, 2026, https://re-russia.net/en/analytics/0380/

[9] Maria Kate Godfrey, Trump’s Russian Diesel Deal, Explained, Council on Foreign Relations, 2026

[10] John O’Donnell, Gram Slattery, David Gauthier-Villars, US, Russia explore gas sale to Europe amid Ukraine war, say sources, Reuters, 2026, https://www.reuters.com/business/energy/us-russia-explore-gas-sale-europe-amid-ukraine-war-say-sources-2026-10-08/

[11] Jessika Parker e Paul Kirby, Germany puts Ukrainian on trial accused of blowing up Nord Stream pipelines, BBC, 2026, https://www.bbc.com/news/articles/cw99zpmnxzmjo

Related Post