I risultati delle elezioni tedesche
Lo scorso 23 febbraio i cittadini tedeschi sono stati chiamati alle urne per le elezioni parlamentari per il rinnovo del Bundestag. La risposta della popolazione è stata senza precedenti, in quanto l’affluenza ha toccato l’83%, la percentuale più alta dalla riunificazione, dato che conferma il trend già in aumento durante le elezioni del 2017 (76.2%) e del 2021 (76.4%)[1].
Con il 28.5 %, la vittoria è andata ai Cristian-Democratici dell’Union (Cdu-Csu), appartenenti alla zona di centro destra e guidati da Friedrich Merz, che si appresta a diventare il nuovo cancelliere, sostituendo così Olaf Scholz. Il partito socialdemocratico di Scholz (Spd) ha ottenuto il peggior risultato dal dopoguerra, fermandosi al 16.4 %, perdendo il 9.3% rispetto alle elezioni del 2021, dove fu il primo partito. Al secondo posto, con il 20.8% si è piazzato il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), il miglior risultato dalla sua fondazione avvenuta nel 2013. Un peggioramento rispetto alle precedenti elezioni è stato ottenuto anche dei Verdi, infatti il partito di Robert Habeck, vicecancelliere uscente, ha ottenuto il 11.6%, ben il 3% in meno del 2021. Tuttavia, la vera sorpresa è stata il partito di sinistra Die Linke, il quale, a discapito delle previsioni iniziali, ha ottenuto l’8.8% ed è stato il primo partito a Berlino. Infine, sia i Liberali (Fdp) che l’Alleanza di Sahra Wagenknecht (Bsw) non sono riusciti a superare la soglia di sbarramento del 5%, ottenendo rispettivamente il 4.3% e il 4.97% e conseguentemente sono rimasti esclusi dal Bundestag[2].
Considerando questo quadro, il Bundestag è così composto: al Cdu-Csu spettano 208 seggi, all’AfD 152 seggi, all’Spd 120 seggi, ai Verdi 85 seggi, al Die Linke 64 seggi ed al SSW spetta l’ultimo seggio rimasto, per un totale di 630 (figura 1).

Figura 1: I seggi nel parlamento tedesco dopo il risultato delle elezioni; Tratto da Rivista Energia; https://www.rivistaenergia.it/2025/02/germania-politica-energetica-dopo-elezioni/.
Come annunciato dallo stesso Merz, l’obiettivo è quello di creare, entro Pasqua, una “Große Koalition”, ovvero una grande coalizione tra i conservatori del Cdu-Csu e i socialdemocratici dell’Spd, che insieme avrebbero 328 deputati (a fronte dei 316 necessari per avere la maggioranza assoluta)[3]. Inoltre, Scholz si dice disposto a lasciare spazio ad altri membri del suo partito per condurre i colloqui per formalizzare la coalizione. Risulta così evidente l’esclusione dei Verdi da questa coalizione, scelta dettata dalle differenti visioni che i partiti hanno su temi delicati e più che mai pressanti ed attuali, come le politiche energetiche.
Tra competitività industriale e sostenibilità: il programma di Merz
I due partiti che andranno a formare la coalizione hanno lavorato insieme per dodici dei sedici anni in cui la Germania è stata guidata da Angela Merkel, ex cancelliere della Cdu. Durante questo periodo sono state implementate numerose politiche energetiche ed anche climatiche che hanno portato la Germania ad essere un paese leader in settori chiave riguardanti le fonti d’energia rinnovabili e lo sviluppo di tecnologie ad esse legate, la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni[4].
Alla luce dei risultati elettorali, come agirà il nuovo governo in materia energetica? Come previsto dai programmi elettorali del Cdu-Csu contenuti nell’”Agenda 2030”, con Merz si andrà incontro ad un cambiamento delle politiche energetiche portate avanti dal precedente governo. Innanzitutto, il leader della Cdu ha espresso la sua volontà di non mettere al primo posto la sostenibilità, bensì la competitività industriale, per far fronte alla crisi economica che sta attraversando il Paese. Questo non vuol dire che la transizione ecologica ed energetica e il conseguente supporto verso l’espansione delle energie rinnovabili verranno trascurati, ma le scelte politiche prediligeranno la crescita economica. Tale strategia andrebbe incontro alle richieste dell’industria tedesca, che vorrebbe che si creasse un nuovo quadro normativo più flessibile, che consentisse alle imprese di scegliere la tecnologia migliore per raggiungere i target della sostenibilità e della decarbonizzazione in base alla convenienza economica[5].
Peter Leibinger, capo della Confindustria tedesca (BDI), si auspica che il nuovo governo dia fiducia alle imprese e riduca i costi amministrativi, concentri la spesa pubblica sugli investimenti infrastrutturali, sulla trasformazione e la resilienza, avendo però sempre come obiettivo la riduzione dei costi energetici ed infine riesca a conciliare economia e ecologia, creando un quadro economico favorevole allo sviluppo delle tecnologie verdi e alla transizione energetica[6].
Le difficoltà nei negoziati energetici della nuova coalizione: un confronto tra nucleare, carbone, gas e fonti rinnovabili
I negoziati sul tema energetico che intraprenderanno i due partiti che andranno a formare la coalizione non si preannunciano semplici. Una prima differente visione riguarda il nucleare. Una delle decisioni più impattanti dell’ultima amministrazione Merkel è stata quella di rinunciare al nucleare nel 2021, tuttavia la chiusura delle infrastrutture nucleari è stata completata del 2023 proprio sotto l’amministrazione Scholz. Seppur è escluso un rapido ritorno all’utilizzo delle centrali nucleari, Merz ha disposto una sospensione allo smantellamento delle centrali, sottolineando la sua visione al lungo termine riguardo al nucleare. Piuttosto che un riutilizzo completo degli impianti, più plausibile sarebbe lo sfruttamento di nuove tecnologie come i piccoli reattori modulari (SMR), tecnologia che già 13 paesi dell’UE sono disposti a finanziare e supportare con la ricerca[7]. A questo proposito, si verrebbero a creare le prime divergenze con i socialdemocratici, i quali non sono favorevoli ad un ritorno del nucleare, dunque questo sarà un ambito fortemente dibattuto che necessiterà compromessi tra le due forze della coalizione.
In merito all’obiettivo della graduale eliminazione del carbone previsto entro il 2038, nessuno dei partiti ha espresso l’interesse ad allontanarsi da tale target, tuttavia non ci sono state neanche dichiarazioni relative ad un possibile anticipo della data prevista (solo i Verdi insisterebbero per un raggiungimento dell’obiettivo entro il 2030). Inoltre, Merz ha escluso la chiusura delle centrali a carbone fino a quando non sarà garantita la certezza e la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico[8].
Analogamente, sarà cruciale trovare un punto comune per quanto riguarda l’uso del gas e delle fonti rinnovabili. Con Merz il ruolo dell’idrogeno blu, ovvero l’idrogeno prodotto utilizzando fonti fossili proprio come il gas naturale, ritornerà ad avere maggiore rilevanza rispetto alla sua controparte verde, prodotto da fonti rinnovabili e a meno emissioni di CO2, la quale tuttavia necessità di costi maggiori per l’importazione. Dunque in questo momento di crisi, la strategia di Merz si riconferma quella di puntare su una strategia di rapida reindustrializzazione, sacrificando almeno inizialmente la sostenibilità e l’obiettivo della neutralità climatica.
Inoltre, relativamente al gas, Merz ha annunciato di voler abolire la discussa “legge sulle caldaie”, adottata da Scholz nel 2023 con l’intento di bandire l’utilizzo delle caldaie a gas entro il 2029. Il neo eletto cancelliere vuole avviare la costruzione di nuove centrali a gas, in modo tale da non dipendere esclusivamente delle fonti rinnovabili, in particolare solare ed eolico. L’obiettivo è quello di scongiurare un mancato sostentamento energetico durante i periodi di “Dunkelflaute”, ovvero quel lasso di tempo in cui l’energia generata dalle fonti rinnovabili è poca o pari a zero per via delle condizioni atmosferiche avverse (mancanza di luce o assenza di vento)[9] Per contro, i socialdemocratici difficilmente accetteranno questa visione, essendo favorevoli ad un ampliamento dell’uso dell’energia solare ed eolica, con la conseguente diminuzione dell’impiego del gas.
Infine, in relazione all’approvvigionamento del gas il discorso va necessariamente ampliato, tenendo conto del contesto internazionale. Il mercato del gas, a seguito della rielezione di Trump, sta subendo una nuova evoluzione. In particolare, il settore industriale prevede che negli Stati Uniti continuerà ad esserci un boom di GNL (gas naturale liquefatto), che porterà ad un progressivo abbassamento dei prezzi nei mercati di tutto il mondo e conseguentemente tedeschi. Sia Scholz prima che Merz poi hanno accolto positivamente questa politica di Trump sul gas, inquadrandola come parte di un più ampio accordo commerciale[10]. Le importazioni di gas dagli Stati Uniti hanno infatti costituito il 20% sul totale di gas in Germania nel 2024[11]. Questo nuovo principale partner per l’importazione di GNL, tuttavia, non implica che la Germania abbia totalmente cessato l’importazione dalla Russia. Oggi, la Germania riceve circa il 9% di gas sotto forma di GNL dalla Siberia, gas che arriva in modo indiretto passando attraverso i gasdotti che attraversano Belgio, Olanda e anche Francia[12]. La Germania rimane vincolata all’importazione del gas russo fino al 2040 con dei contratti stipulati dalla compagnia “SEFE” (Securing Energy for Europe, ex Gazprom Germania) con la particolare clausola “prendi o paga”[13].
Verso una maggiore cooperazione europea?
Anche se può passare in secondo piano visto il periodo di forte instabilità internazionale, il tema dell’energia gioca in realtà un ruolo fondamentale negli equilibri geopolitici. A livello europeo la Germania ha sempre avuto un ruolo di primaria importanza, è chiaro dunque che questo cambiamento della direzione delle politiche energetiche a seguito delle elezioni avrà inevitabilmente delle ripercussioni a livello comunitario. Infatti, Bruxelles potrebbe venire influenzata dalle scelte politiche di Berlino, adottando parte dei nuovi provvedimenti previsti dal governo tedesco, come d’altronde è già successo negli scorsi anni con le precedenti amministrazioni[14]. Gli esperti del settore energetico consigliano alla Germania di lavorare a stretto contatto con le istituzioni e gli altri Paesi Membri dell’UE, in modo tale da trovare soluzioni comuni per raggiungere i target stabiliti (facenti parte ad esempio del programma “Green Deal europeo”) e allo stesso tempo accrescere la competitività industriale[15]. La velocità e l’ambizione con cui le prossime politiche energetiche verranno implementate ci diranno le reali intenzioni, possibilità e volontà del nuovo governo di fronteggiare queste delicate questioni energetiche, in ottica nazionale, europea e mondiale[16].
[1] Di Donfrancesco G.; Germania, elezioni: Afd supera il 20% e Merz allentamento dei limiti sul debito pubblico; Il Sole 24 ORE; 2025; https://www.ilsole24ore.com/art/germania-voto-sale-l-affluenza-tutto-paese-AGcIb65C.
[2] Bortoletto F.; La Cdu di Merz ha vinto le elezioni in Germania; Eunews; 2025; https://www.eunews.it/2025/02/24/elezioni-germania-risultati-merz/.
[3] Ibidem.
[4] Wehrmann B.; Conservative German election winner Merz seeks coalition with SPD, Greens sidelined; Clean Energy Wire; 2025; https://www.cleanenergywire.org/news/conservative-german-election-winner-merz-seeks-coalition-spd-greens-sidelined.
[5] Russo D.; La Germania dopo elezioni: gas, idrogeno e industria; Rivista Energia; 2025; https://www.rivistaenergia.it/2025/02/la-germania-dopo-elezioni-gas-idrogeno-e-industria/.
[6] Vallecchi L.; Germania, le politiche climatiche ed energetiche dopo le elezioni; QualEnergia; 2025; https://www.qualenergia.it/articoli/politiche-climatiche-energetiche-germania-post-elezioni/.
[7] Ibidem.
[8] Wehrmann B.; Conservative German election winner Merz seeks coalition with SPD, Greens sidelined; Clean Energy Wire; 2025; https://www.cleanenergywire.org/news/conservative-german-election-winner-merz-seeks-coalition-spd-greens-sidelined.
[9] Ibidem.
[10] Sassi F.; Un’ondata di nazionalismo energetico sta travolgendo l’Unione Europea; Rivista Energia; 2025; https://www.rivistaenergia.it/2025/01/nazionalismo-energetico-unione-europea/.
[11] Ibidem.
[12] Ibidem.
[13] Ibidem.
[14] Clò A.; Germania: quale politica energetica post elezioni?; Rivista Energia; 2025; https://www.rivistaenergia.it/2025/02/germania-politica-energetica-dopo-elezioni/.
[15] Amelang S.; Vote25 – Next German government must reconcile industrial decarbonisation and competitiveness; Clean Energy Wire; 2025; https://www.cleanenergywire.org/news/vote25-next-german-government-must-reconcile-industrial-decarbonisation-and-competitiveness.
[16] Vallecchi L.; Germania, le politiche climatiche ed energetiche dopo le elezioni; QualEnergia; 2025; https://www.qualenergia.it/articoli/politiche-climatiche-energetiche-germania-post-elezioni/.
Immagine di copertina; Centrale termoelettrica a carbone sul fiume; Credits: zhongguo via Getty Images; https://www.gettyimages.it/detail/foto/coal-power-plant-at-river-immagine-royalty-free/541592332

Conseguita la Laurea Triennale in Scienze Politiche con una tesi in Storia Contemporanea riguardante la rappresentazione del movimento del Sessantotto nell’industria cinematografica, attualmente frequenta la Magistrale in International Relations. Appassionato di storia e politica internazionale e dei mezzi di comunicazione che raccontano e influenzano la società. Atleta e maestro cintura nera secondo dan di Nippon Kempo, arte marziale giapponese.