UN NUOVO SCHIAFFO DIPLOMATICO A ROMA
In un crescendo di tensioni tra Roma e Caracas, pochi giorni fa è arrivato l’ennesimo “schiaffo diplomatico” del presidente Maduro verso l’Italia. L’ambasciatore Luigi Vignali, nominato a fine luglio come inviato speciale della Farnesina per seguire il caso di Alberto Trentini, e di altri 15 italiani detenuti in Venezuela, non è stato ricevuto dal governo venezuelano ed è rientrato a Roma senza alcuna possibilità di dialogo.
Alberto Trentini, cooperante della ONG “Humanity and Inclusion”, è stato arrestato a novembre 2024 a Guasdualito, Venezuela, e da allora si trova nel carcere di El Rodeo I[1]. A seguito dell’arresto, l’Ambasciata d’Italia a Caracas ha potuto fare ben poco, poiché dal gennaio 2024 i suoi poteri (come quelli di altre rappresentanze europee, tra cui Francia e Paesi Bassi), sono stati ridotti drasticamente da Maduro[2], in risposta alle critiche di molti Paesi occidentali alla legittimità del suo terzo mandato presidenziale, una mossa che riflette la volontà del regime di controllare la propria narrativa interna e limitare l’influenza straniera[3].
La detenzione arbitraria di Trentini, la mancanza di trasparenza e di giusto processo da parte del governo di Caracas, e l’assenza di accesso all’assistenza consolare italiani, fanno pensare che il cooperante italiano sia diventato l’innocente pedina di un gioco diplomatico molto antico e controverso, la diplomazia degli ostaggi.
LA DIPLOMAZIA DEGLI OSTAGGI: UNA PRATICA ANTICA E ATTUALE
La diplomazia degli ostaggi consiste nella cattura deliberata di cittadini stranieri, considerati come “merce di scambio” col fine di ottenere vantaggi politici, economici o diplomatici, e, se non viene contrastata, può diventare uno strumento di influenza geopolitica. Non è un fenomeno nuovo nell’ambito delle relazioni internazionali: la pratica ha radici millenarie come strumento di garanzia politica, anche se la “diplomazia degli ostaggi” moderna nasce nel Novecento. Tuttavia, non si tratta di una pratica molto diffusa, e tende ad essere sviluppata proprio dai regimi autoritari come tattica di sopravvivenza. Un precedente storico celebre è la crisi degli ostaggi in Iran (1979-1981), che segnò una frattura profonda nei rapporti con gli Stati Uniti.
Questa pratica controversa di detenzione trasforma di fatto singoli cittadini inermi, spesso arrestati deliberatamente e senza un’accusa chiara, in pedine di un complesso gioco geopolitico, in cui i governi dei loro Paesi d’origine devono bilanciare l’obiettivo della liberazione con delicate valutazioni di natura politica, di sicurezza economica o legate, più in generale, alla tutela dell’interesse nazionale.
IL CASO VENEZUELANO DEOPO LE ELEZIONI DEL 2024
Nel caso specifico del Venezuela, la pratica della “diplomazia degli ostaggi” si è intensificata in seguito alle elezioni presidenziali del 2024, concluse con la controversa elezione del presidente Maduro e seguite da dure misure di repressione politica interna[4].
In questo contesto, la strategia coercitiva legata agli ostaggi appare verosimilmente connessa alla scarsa popolarità di cui il regime gode sia sul piano interno sia in ambito internazionale, e si inserisce pienamente nel quadro delineato dall’analista del Ministero della Difesa Francesco Marone. Quest’ultimo ha evidenziato come la diplomazia degli ostaggi viene spesso impiegata da parte di Stati autoritari contro Stati democratici per ottenere “la segnalazione del proprio livello di risolutezza sulla scena internazionale”[5]. Una risolutezza che sembra mancare a Maduro, alla guida di un Paese devastato dalla crisi economica e dalle tensioni politiche.
ITALIA E IL DIFFICILE DIALOGO BILATERALE
L’arresto di Trentini, insieme a quello di circa 150* altri cittadini stranieri detenuti in Venezuela, si configura come un potente strumento di pressione diplomatica per Caracas: gli Stati di appartenenza dei detenuti hanno infatti l’obbligo di tutelarli, il che può spingere i governi, sotto il duplice peso delle pressioni interne e internazionali, ad accettare le condizioni imposte da Maduro. In tal modo, il regime potrebbe ottenere un riconoscimento implicito della propria legittimità e delle proprie pratiche, costringendo di fatto i Paesi coinvolti a giocare secondo le proprie regole.
L’invio di un diplomatico esperto come Vignali da parte dell’Italia rappresentava una possibilità di riaprire il dialogo e offriva una speranza alla famiglia di Trentini, in una missione probabilmente ispirata a quella dell’inviato statunitense Ric Grenell, che era riuscito a ottenere il rilascio di diciotto cittadini statunitensi detenuti in Venezuela.[6] Tuttavia, il rifiuto di qualsiasi incontro da parte di Caracas mostra come una strategia puramente bilaterale potrebbe non essere sufficiente.
LA SOLUZIONE?
Secondo Alerta Venezuela, un team di analisti internazionali di diritti umani, “è necessaria una risposta multilaterale, coordinata e di alto livello tra i Paesi per fermare l’avanzata della diplomazia degli ostaggi attraverso un sistema di pressione collettiva”, che includa misure come la denuncia pubblica, i ricorsi alle corti penali internazionali e alle organizzazioni multilaterali e le sanzioni individuali.
La sfida è complessa: come fermare un regime disposto a ignorare le norme internazionali pur di ottenere una leva politica sugli Stati che cercano di contrastarlo?
[1] Commissione Interamericana per i Diritti Umani. (2025). RESOLUCIÓN 2/2025.
[2] Redazione Giornale Diplomatico. (2025). Venezuela: cresce tensione diplomatica con Italia, dopo caso Trentini. Giornalediplomatico.it. https://www.giornalediplomatico.it/venezuela-cresce-tensione-diplomatica-con-italia-dopo-caso-trentini.htm
[3] RT Staff Reporters. (2025, January 14). Maduro Limits Diplomats from France, Italy, and the Netherlands. The Rio Times. https://www.riotimesonline.com/maduro-limits-diplomats-from-france-italy-and-the-netherlands/
[4] Landi, M. (2024, July 31). Venezuela nel caos, feroce repressione dopo il voto: almeno 11 morti e 700 arresti. Rotte le relazioni con il Perù. Corriereadriatico.it; Corriere Adriatico. https://www.corriereadriatico.it/attualita/venezuela_repressione_morti_news_cosa_sta_accadendo-8274128.html
[5] Marone, F. (2023). Sfide e minacce non convenzionali. https://www.difesa.it/assets/allegati/38334/18_marone_is_7_ita_2023.pdf
[6] Estefano Tamburrini. (2025, July 27). Venezuela, la Farnesina nomina Vignali inviato per i detenuti. Seconda chiamata di Trentini a casa, la mamma:…. Il Fatto Quotidiano. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/27/venezuela-detenuti-italiani-vignali-inviato-trentini-seconda-telefonata-notizie/8075653/

Laureanda in International Relations presso la Luiss Guido Carli, ha già lavorato presso l’Ambasciata del Costa Rica e il Consolato Generale del Perú a Roma. Appassionata di diplomazia, geopolitica e sicurezza internazionale, interessi che l’hanno portata a seguire un Master in Intelligence e Sicurezza presso l’Ecole Universitaire Internationale.