L’uccisione di Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, segna uno sviluppo rilevante nel confronto tra lo Stato messicano e le organizzazioni criminali. Considerato uno dei narcotrafficanti più ricercati al mondo e destinatario di una taglia statunitense da 15 milioni di dollari, El Mencho guidava il Cartel Jalisco Nueva Generación (CJNG), struttura presente in numerosi stati messicani e collegata a reti illegali in diversi continenti. Sotto la sua leadership il cartello ha consolidato un modello operativo caratterizzato da elevata violenza e da una diversificazione delle attività, che includono traffico di metanfetamine e fentanyl, estorsioni, tratta di migranti e attacchi contro rappresentanti delle istituzioni.[1]
L’operazione che ha portato alla sua morte si è svolta nella località di Tapalpa, nello stato di Jalisco. Secondo quanto riferito dal segretario della Difesa Ricardo Trevilla, l’intervento era finalizzato alla cattura del leader del cartello. L’accerchiamento da parte delle forze di sicurezza ha però provocato uno scontro a fuoco, durante il quale El Mencho e alcuni membri della sua scorta sono rimasti feriti. Il narcotrafficante è morto poco dopo, mentre veniva trasportato in elicottero verso Guadalajara. La sua localizzazione sarebbe stata possibile grazie al monitoraggio dei movimenti di una sua compagna[2].
La presidente Claudia Sheinbaum ha sottolineato che l’operazione è stata condotta esclusivamente da forze messicane, pur riconoscendo il contributo informativo dell’intelligence statunitense. Questo elemento si inserisce nel confronto con Washington sulla gestione del narcotraffico. Il presidente Donald Trump ha più volte sollecitato un’azione più incisiva contro i flussi di droga diretti verso gli Stati Uniti, in particolare il fentanyl. La cooperazione tra i due Paesi si sviluppa quindi lungo una linea di collaborazione operativa, accompagnata dalla rivendicazione messicana del controllo sulle operazioni nel proprio territorio.
La morte di El Mencho ha provocato una reazione immediata da parte del CJNG. Nelle ore successive sono stati registrati blocchi stradali, incendi e attacchi contro infrastrutture economiche e vie di comunicazione. Gli episodi di violenza, distribuiti in più stati, hanno causato oltre settanta vittime e mostrano una risposta coordinata finalizzata a mantenere il controllo territoriale.
La presidenza Sheinbaum ha reagito istituendo un centro di comando nazionale incaricato di coordinare le operazioni di sicurezza con le autorità statali[3]. Tra l’altro, proprio in queste settimane, le autorità messicane hanno condotto un’ulteriore operazione nello Stato di Sinaloa, dove la marina ha arrestato Omar Oswaldo Torres, detto “El Patas”. L’intervento, condotto a Culiacán, ha provocato undici morti a seguito di uno scontro armato e ha portato al sequestro di armi ed equipaggiamento tattico. La simultaneità di queste operazioni segnala un’intensificazione dell’azione statale contro le leadership criminali. Il governo federale ha inoltre attivato contatti con partner internazionali per monitorare l’evoluzione della situazione. [4]
Dal punto di vista regionale, la morte di El Mencho ha implicazioni dirette, ovviamente, anche per la Colombia, dove il legame tra cartelli messicani e gruppi armati locali rappresenta uno snodo centrale del traffico di droga. Diversi analisti evidenziano che il CJNG non era solo un acquirente, ma un attore integrato nelle catene logistiche e finanziarie che sostengono organizzazioni come i dissidenti delle FARC e altri gruppi attivi nelle aree di confine. In questo quadro, la perdita del principale leader del cartello può innescare competizioni per il controllo delle rotte, in particolare lungo i corridoi che collegano il nord della Colombia al Venezuela e da lì ai mercati internazionali. L’indebolimento temporaneo della capacità di acquisto e di pagamento del CJNG rischia inoltre di incidere sui prezzi della cocaina nelle zone di produzione e di generare rinegoziazioni tra attori illegali nei porti di esportazione. Questo processo potrebbe tradursi in una riconfigurazione degli equilibri tra gruppi armati e in un aumento della violenza nelle aree già instabili. Le reazioni politiche interne riflettono questa preoccupazione: mentre alcune autorità locali richiamano il rischio di un rafforzamento delle organizzazioni criminali in assenza di un’azione statale incisiva, il governo colombiano ribadisce una strategia centrata sul contrasto alle economie illecite come strumento per ridurre il potere delle mafie.[5]
Dal punto di vista geopolitico, la morte del leader del CJNG apre una fase di incertezza. Il cartello aveva consolidato relazioni con diverse organizzazioni criminali della regione, inclusi gruppi attivi in Colombia coinvolti nella produzione e nel traffico di cocaina. L’eventuale ridefinizione di questi rapporti può incidere sugli equilibri tra le principali reti illegali dell’area.
Resta da valutare l’impatto interno sulla struttura del cartello. In precedenti esperienze, l’eliminazione dei vertici non ha ridotto in modo stabile la capacità operativa delle organizzazioni criminali. La scomparsa di un leader può favorire competizioni interne e processi di frammentazione. In questo senso, la morte di El Mencho rappresenta un passaggio significativo nella strategia di contrasto al narcotraffico, ma non implica automaticamente una riduzione della violenza.
[1]Elena Marisol Brandolini, Blitz a Tapalpa: cade El Mencho, il narcotraffico messicano a un bivio, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/blitz-a-tapalpa-cade-el-mencho-il-narcotraffico-messicano-a-un-bivio-231269
[2]Qué hay que saber sobre la muerte del narco ‘El Mencho’ en México y sus consecuencias, El Mundo: https://www.elmundo.es/internacional/2026/02/23/699c3b2efdddff25408b4583.html
[3]Sheinbaum dice che il Messico si sveglia con “più tranquillità” dopo una giornata violenta per la morte di El Mencho, EFE: https://efe.com/mundo/2026-02-23/sheinbaum-situacion-mexico-violencia/
[4]In Messico 11 persone sono state uccise durante un’operazione contro il cartello di Sinaloa, Il Post
https://www.ilpost.it/2026/03/20/11-morti-messico-operazione-narcotraffico-cartello-sinaloa
[5]L’impatto oltre il Messico: la caduta del Mencho potrà estendere anche la violenza tra i cartelli dell’Ecuador e della Colombia, CNN https://cnnespanol.cnn.com/2026/02/23/latinoamerica/impacto-mencho-violencia-carteles-ecuador-colombia-orix

Laureata con il massimo dei voti in European Studies, è preparata in diritto europeo comparato e mediazione interculturale. Parla fluentemente inglese e francese. Ha approfondito il diritto penale europeo con una tesi sul nuovo concetto di ‘diritto’ della Corte EDU e l’overruling giurisprudenziale. Attiva nel Terzo Settore portando avanti le attività e i progetti con Medici Senza Frontiere, è interessata al di diritto umanitario.

