La visita di Ursula von der Leyen in Azerbaigian e Armenia dell’1–2 luglio 2026 dovrebbe essere considerata, prima di tutto (al di là della sua fondamentale importanza), come un tentativo dimostrativo di consolidare il ruolo dell’Unione europea quale uno dei principali architetti del nuovo ordine post-conflitto nel Caucaso meridionale.
Dalla diplomazia alla «Pace attraverso la connettività»
I risultati della visita della Presidente della Commissione europea possono essere suddivisi in diverse aree chiave, sostenute da specifici impegni finanziari e politici. Naturalmente, l’attenzione principale è rivolta al ruolo dell’UE nell’istituzionalizzazione della pace tra Armenia e Azerbaigian, nonché allo stanziamento di un pacchetto di aiuti fino a 200 milioni di euro per i Paesi del Caucaso. In questo contesto, è importante menzionare la piena attuazione del progetto geostrategico del «Corridoio di Mezzo» e le misure volte a garantire la sicurezza energetica, che nel lungo periodo trasformeranno Armenia e Azerbaigian in un unico hub di trasporto, in grado di garantire all’UE l’accesso ai mercati dell’Asia centrale e della Cina aggirando la Russia. Ma, oltre a quanto sopra, il vertice è stato naturalmente caratterizzato anche dalla predisposizione di una «rete di sicurezza» economica per Erevan, nell’ambito della quale Bruxelles ha compiuto il passo senza precedenti di aprire i propri mercati ai prodotti armeni e di stanziare aiuti d’emergenza per 34 milioni di euro.
Concentrandosi su quest’ultimo aspetto, è importante sottolineare che, da un punto di vista geopolitico, la visita di von der Leyen ha contemporaneamente rafforzato il sostegno di Bruxelles al corso filo-occidentale di Erevan e l’approfondimento pragmatico del partenariato con Baku, ponendo così le basi per una competizione con la Russia nella fornitura di gas naturale all’UE.
Fino a quest’ultima visita della Presidente della Commissione europea, il coinvolgimento di Bruxelles nel processo di pace tra Baku ed Erevan era stato prevalentemente diplomatico e simbolico, limitato a piattaforme negoziali e dichiarazioni politiche. Questa volta, tuttavia, sono state adottate misure pratiche concrete.
A Baku, von der Leyen ha innanzitutto annunciato un pacchetto di sovvenzioni fino a 200 milioni di euro nell’ambito dell’iniziativa Global Gateway per progetti nei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale in Armenia e Azerbaigian, con il potenziale di mobilitare fino a 2 miliardi di euro di investimenti. In prospettiva strategica, ciò trasforma di fatto la regione del Caucaso meridionale in uno dei nodi prioritari dell’orientamento europeo in materia di trasporti e logistica.
Si prevede inoltre che ulteriori 20 milioni di euro siano destinati a un programma di rafforzamento della pace per le comunità di confine in Armenia e Azerbaigian, generando benefici socioeconomici tangibili.
Azerbaigian – consolidamento del ruolo di hub e prova di pragmatismo
Nel caso di Baku, la visita di von der Leyen si inserisce chiaramente nella strategia dell’UE volta a diversificare le rotte energetiche e logistiche nel contesto della guerra della Russia in Ucraina e della più ampia crisi legata al gas russo.
Nelle attuali realtà geopolitiche, l’Azerbaigian si trova oggettivamente nella posizione di principale hub energetico e di transito del Corridoio di Mezzo (TITR), che collega l’Europa all’Asia centrale e alla Cina aggirando sia la Russia sia le rotte marittime congestionate.
In questo contesto, il lancio del Partenariato strategico UE–Azerbaigian per la connettività e del dialogo ad alto livello su trasporti, energia e digitalizzazione dimostra ancora una volta la volontà di Bruxelles di passare dalle dichiarazioni politiche a un partenariato con Baku più formalizzato e di lungo periodo.
Per l’Azerbaigian, ciò riconferma che il suo status di hub chiave gli consente di convertire la propria rilevanza geopolitica in benefici materiali tangibili, riducendo al minimo le pressioni su questioni sensibili per il Paese.
Infatti, sullo sfondo della guerra della Russia in Ucraina e della crisi in Iran, l’Azerbaigian — attore centrale nel Caucaso meridionale che aspira al ruolo di «media potenza» — lascia all’UE ben poca scelta se non quella di tenere conto dei suoi interessi. Ciò è dimostrato, quantomeno, dal fatto che i «tradizionali attacchi» di Bruxelles a Baku in materia di diritti umani e questioni correlate si sono sensibilmente attenuati negli ultimi tempi. In altre parole, attraverso tutte le sue recenti iniziative, l’UE sta segnalando di adottare un approccio più pragmatico e razionale nei confronti dell’Azerbaigian, basato principalmente su interessi geopolitici e geoeconomici alla luce delle nuove realtà.
Armenia – sostegno al corso filo-occidentale e riorientamento commerciale
A Erevan, von der Leyen si è concentrata sulla «capacità della democrazia armena di resistere alle prove» e sulla scelta compiuta dalla popolazione della repubblica a favore delle riforme e di un maggiore avvicinamento all’UE nelle elezioni tenutesi all’inizio di giugno.
Considerata la forte dipendenza dell’Armenia dalla Russia, l’UE, nel quadro della cooperazione con la parte armena, sta offrendo a Erevan un insieme di strumenti più «specifico», sotto forma di Misure commerciali autonome (ATM). Queste liberalizzano circa l’80% delle esportazioni armene verso l’UE e aprono i mercati dell’Unione a quasi il 99% di frutta fresca, ortaggi e piante precedentemente destinati alla Russia, nonché a oltre il 90% delle esportazioni armene di bevande e alcolici.
Nello specifico, un pacchetto da 52 milioni di euro (di cui 34 milioni sono già stati erogati e 18 milioni devono ancora essere corrisposti) è destinato a rafforzare le infrastrutture per l’export, le indicazioni geografiche e l’adeguamento dei prodotti armeni agli standard dell’UE.
Nell’ambito di questa strategia è stata discussa anche la posa di un cavo elettrico ad alta tensione verso l’Armenia. Attraverso questa misura, Bruxelles mira innanzitutto a integrare la rete elettrica armena nella rete regionale, riducendo così, in ultima analisi, la dipendenza di Erevan dai fornitori tradizionali. Ma, al di là di ciò, una simile iniziativa garantirebbe all’Europa l’accesso a nuove fonti di generazione elettrica, comprese le fonti di energia rinnovabile — un potenziale che anche Baku ha sviluppato attivamente negli ultimi tempi.
Nel loro insieme, i passaggi sopra descritti indicano che Bruxelles sta offrendo a Erevan non un classico accordo di associazione, bensì una formula ibrida di «partenariato approfondito», nella quale le prospettive economiche e in materia di visti (un dialogo sulla liberalizzazione dei visti è previsto per il 2029) sono collegate alle riforme e alla graduale ma costante uscita dell’Armenia dalla sfera d’influenza russa. Questo punto è stato confermato anche durante il più recente intervento del primo ministro armeno all’Assemblea nazionale, il 24 agosto 2026, nel quale ha presentato il programma del nuovo governo. In particolare, Pashinyan ha osservato che l’Armenia avvierà presto il processo di presentazione di una domanda ufficiale di adesione all’UE.
Il «triangolo caucasico» – Russia, Turchia e Iran
Da una prospettiva geopolitica, la visita di von der Leyen rafforza la geometria multivettoriale del Caucaso meridionale. La logica delle azioni dell’UE è evidente: Bruxelles sta cercando di occupare lo spazio apertosi in seguito al deterioramento dello storico ruolo, esercitato dalla Russia per 200 anni, di garante della sicurezza e arbitro nel Caucaso meridionale.
Per la Russia, ciò significa una graduale perdita del monopolio sulla «gestione del conflitto» e una riduzione della capacità di influenza su Erevan, mentre per Baku offre un canale alternativo di interlocuzione con l’Occidente, indipendente dalla qualità delle relazioni con Mosca.
Un fattore importante rimane la Turchia, perché l’UE sta di fatto sostenendo il percorso di Erevan verso la normalizzazione delle relazioni armeno-turche e l’apertura delle frontiere, collegandolo alla prospettiva di trasformare l’Armenia in un crocevia tra l’UE, il Medio Oriente e l’Eurasia. Tuttavia, per Ankara il rafforzamento del ruolo dell’UE nel Caucaso meridionale rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità: da un lato, l’UE è essenzialmente un «attore esterno» nella zona dei tradizionali interessi turchi nel Caucaso; dall’altro, è un potenziale partner nello sviluppo del Corridoio di Mezzo e delle catene energetiche.
A questo punto, l’Iran e le sue potenziali mosse restano il fattore regionale più imprevedibile, poiché Teheran ha, fin dall’inizio, espresso pubblicamente insoddisfazione per la presenza di qualsiasi attore esterno nel Caucaso meridionale, siano essi gli Stati Uniti o l’UE. E, naturalmente, l’Iran ha ripetutamente espresso la propria opposizione all’attuazione della rotta geostrategica TRIPP (il Corridoio di Zangezur) e criticato il corso filo-occidentale del governo Pashinyan.
Per quanto riguarda i corridoi regionali, Iran e Azerbaigian stanno sviluppando congiuntamente un’alternativa al Corridoio di Zangezur (TRIPP) — il Corridoio dell’Araz, che attraverserà il territorio iraniano. Con l’Armenia, l’Iran è collegato da un altro progetto geostrategico, il corridoio «Golfo Persico–Mar Nero». Inoltre, di recente l’Iran ha mostrato un particolare interesse ad approfondire la cooperazione con l’Unione economica eurasiatica (EAEU), di cui l’Armenia è membro.
Probabili prospettive di evoluzione della situazione
Pertanto, la visita di Ursula von der Leyen nel luglio 2026 ha chiaramente delineato nuove regole del gioco nel Caucaso meridionale, in base alle quali Bruxelles non si limita più a dichiarazioni di profonda preoccupazione, ma è pronta a investire capitali consistenti e peso politico nel ridisegnare la mappa geoeconomica dell’Eurasia.
Nello scenario di base, l’UE riesce a trasformare i pacchetti Global Gateway e ATM in quadri istituzionali durevoli: il partenariato con Baku si approfondisce nel contesto dell’avvio del TRIPP, del finanziamento di progetti energetici e della digitalizzazione, mentre il riorientamento commerciale dei produttori armeni verso l’UE accelera grazie a missioni di esperti e all’adeguamento agli standard europei. In altre parole, il Caucaso meridionale diventa uno dei nodi chiave della «strategia di connettività» dell’Europa.
Il successo di questa strategia (scenario alternativo), tuttavia, dipenderà principalmente dalla combinazione di tre fattori: le prospettive di firma di un accordo di pace tra Baku ed Erevan; la rapidità e l’uniformità nell’attuazione dei pacchetti infrastrutturali e commerciali dell’UE nella regione; e la portata delle contromisure della Russia e di altri attori regionali concorrenti (in primo luogo l’Iran).
In altre parole, ciò che attualmente passa in primo piano sono gli obblighi della parte armena relativi alla modifica del preambolo della Costituzione, che contiene rivendicazioni territoriali nei confronti dell’Azerbaigian (il principale ostacolo alla conclusione di una pace complessiva tra Baku ed Erevan). Il successo di tutte le future ambizioni dell’UE dipende direttamente dall’istituzionalizzazione della pace.
1) Von der Leyen’s 2026 Caucasus Visit and EU Regional … https://www.specialeurasia.com/2026/07/02/von-der-leyens-2026-caucasus/
2) EU to provide 200 mln euros to boost South Caucasus connectivity, von der Leyen says – https://www.reuters.com/world/eu-provide-200-mln-euros-boost-south-caucasus-connectivity-von-der-leyen-says-2026-07-01/
3) EU allocates 200 million for connectivity and peace in the … https://www.eunews.it/en/2026/07/01/eu-allocates-200-million-for-connectivity-and-peace-in-the-south-caucasus/
4) Von der Leyen unveils major EU support initiatives in … https://www.euronews.com/2026/07/02/von-der-leyen-unveils-major-eu-support-initiatives-in-strategic-trip-to-armenia
5) ابعاد، اهداف و پیامدهای سفر رئیس کمیسیون اروپا به قفقاز – اندیشکده زاویه https://zaviyeinsight.com/2026/07/01/ursula-von-der-leyen-caucasus-visit-analysis/
6) EU and Armenia strengthen their partnership, boosting … https://enlargement.ec.europa.eu/news/eu-and-armenia-strengthen-their-partnership-boosting-resilience-trade-and-connectivity-2026-07-02_en
7) EU Steps Up Support for Peace, Connectivity and Energy Cooperation in the South Caucasus https://www.youtube.com/watch?v=5P_MB9H4cgY
8) In Baku today. The EU believes in a bright future for … https://www.linkedin.com/posts/ursula-von-der-leyen_in-baku-today-the-eu-believes-in-a-bright-activity-7478130428877402112-SmbY
9) President von der Leyen travels to Azerbaijan and Armenia https://www.eureporter.co/armenia-3/2026/07/01/president-von-der-leyen-travels-to-azerbaijan-and-armenia/
10) What to expect from Ursula von der Leyen’s visit to Baku https://caliber.az/en/post/on-words-and-actions
11) EU says Ankara, Baku and Yerevan talks advance regional connectivity https://www.azernews.az/nation/260599.html
12) EC President announces new initiatives during visit to Armenia and Azerbaijan https://sovanews.tv/en/2026/07/03/ec-president-announces-new-initiatives-during-visit-to-armenia-and-azerbaijan/
13) New EU trade measures set to reshape Armenia’s exports to Europe https://www.brusselstimes.com/2211451/new-eu-trade-measures-set-to-reshape-armenias-exports-to-europe
14) Top EU official visits Armenia and offers economic support to help … https://www.washingtontimes.com/news/2026/jul/2/top-eu-official-visits-armenia-offers-economic-support-help-counter/
15) Von der Leyen in Armenia: «Potete contare su di noi» https://it.euronews.com/2026/07/02/von-der-leyen-annuncia-nuovi-aiuti-ue-in-viaggio-strategico-in-armenia
16) Top EU official visits Armenia and offers economic support to help counter Russian pressure https://www.washingtonpost.com/world/2026/07/02/armenia-eu-pashinyan-von-der-leyen/0ef884ba-7641-11f1-b665-5f8be87f3787_story.html
17) Promise and Fine Print: What the EU’s Trade Offer Really Means for … https://regionalpost.org/en/articles/promise-and-fine-print-what-the-eu-s-trade-offer-really-means-for-armenia.html
18) Inside Politics | Why Is Ursula von der Leyen Coming to the South Caucasus? https://www.youtube.com/watch?v=o5urBiF5aGk
