REPORT 5 – APPRENDIMENTO, FILTRAGGIO POLITICO E ISTITUZIONALIZZAZIONE: UNA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DELLA DOTTRINA MILITARE RUSSA (1991-2022)

Abstract

L’evoluzione della dottrina militare russa successiva alla dissoluzione dell’Unione Sovietica non può essere ricondotta né a una semplice continuità della tradizione sovietica, né a una moltitudine di eventi radicali determinati esclusivamente da trasformazioni tecnologiche o geopolitiche. Essa è il prodotto di un processo dinamico in cui esperienza, apprendimento organizzativo, competizione burocratica e decisione politica interagiscono nella selezione delle innovazioni suscettibili di istituzionalizzazione. La dottrina rappresenta, in questa prospettiva, il punto d’arrivo di un processo di selezione: le esperienze operative producono lezioni e possibilità di adattamento, ma soltanto una parte di esse viene incorporata nelle strutture concettuali e normative dello Stato. L’articolo propone un modello teorico fondato sulla distinzione tra apprendimento militare e istituzionalizzazione dell’apprendimento, articolato come sequenza ricorsiva a sette fasi: fallimento o tensione, sperimentazione, nuova esperienza, apprendimento, filtraggio politico, istituzionalizzazione, nuova esperienza. Il modello si colloca nel solco della letteratura sulle fonti del cambiamento dottrinale da cui riprende la distinzione tra spiegazioni strutturali, organizzative e culturali, introducendo come meccanismo autonomo il filtraggio politico: il processo attraverso cui le lezioni dell’esperienza vengono selezionate non solo in base alla loro efficacia militare, ma alla compatibilità con gli interessi del potere politico, con la struttura delle relazioni civili-militari e con la cultura strategica dominante. Applicato al caso russo, il modello permette di leggere le dottrine del 1993, 2000, 2010 e 2014, e l’assenza di una nuova codificazione puramente dottrinale tra il 2014 e il 2022, come momenti di un unico processo di adattamento istituzionale, in cui continuità storica e innovazione selettiva si combinano, e i cui limiti sono stati rivelati nel corso del conflitto in Ucraina.

Abstract

The evolution of Russian military doctrine following the dissolution of the Soviet Union cannot be reduced either to a simple continuation of the Soviet tradition or to a multitude of radical developments determined exclusively by technological or geopolitical transformations. Rather, it is the product of a dynamic process in which experience, organizational learning, bureaucratic competition, and political decision-making interact in the selection of innovations that are susceptible to institutionalization. From this perspective, doctrine represents the endpoint of a process of selection: operational experiences generate lessons and possibilities for adaptation, but only some of them are incorporated into the state’s conceptual and normative frameworks.

This article proposes a theoretical model based on the distinction between military learning and the institutionalization of learning, structured as a recursive seven-stage sequence: failure or tension, experimentation, new experience, learning, political filtering, institutionalization, and new experience. The model builds upon the literature on the sources of doctrinal change, drawing on the distinction between structural, organizational, and cultural explanations, while introducing political filtering as an autonomous mechanism: the process through which lessons derived from experience are selected not only according to their military effectiveness, but also according to their compatibility with the interests of political power, the structure of civil-military relations, and the prevailing strategic culture.

Applied to the Russian case, the model makes it possible to interpret the 1993, 2000, 2010, and 2014 doctrines, as well as the absence of a new purely doctrinal codification between 2014 and 2022, as stages within a single process of institutional adaptation. In this process, historical continuity and selective innovation interact, while the limits of this adaptive process were subsequently revealed during the conflict in Ukraine.

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