Abstract
Questo report analizza la metamorfosi del conflitto moderno, in un’epoca in cui il campo di battaglia non è più solo fisico, ma si espande in uno spazio dominato dalla superiorità informativa, dalla sorveglianza totale e dalla fusione definitiva tra mondo civile e militare. Dopo aver delineato il valore vitale del dato come nuovo pilastro della sovranità, l’analisi si immerge nei profili di giganti tecnologici e attori d’ombra — Palantir, Paragon Solutions e l’architettura statale cinese — rivelando come l’intelligenza artificiale, i software di intrusione e le costellazioni satellitari stiano riscrivendo i confini dell’autonomia nazionale. Un focus cruciale è dedicato al potere delle tecnologie esogene, dove i sistemi analitici d’avanguardia e la ‘diplomazia della sorveglianza’ diventano i nuovi strumenti con cui le grandi potenze plasmano gli equilibri globali e decidono il destino dei Paesi nei teatri di crisi.
Il lavoro esplora la ‘geografia del dominio digitale’, interpretando le infrastrutture digitali non come semplici strumenti, ma come veri e propri dispositivi di potere: vengono messi a nudo i conflitti per il controllo della crittografia e le silenziose battaglie nello spettro elettromagnetico, dove si gioca la vera partita per il dominio. Il report espone, infine, lo scontro epocale tra il modello d’innovazione occidentale e la dottrina della fusione civile-militare di Pechino, valutando le opportunità e i rischi di una competizione tecnologica che deciderà la stabilità e il futuro della sicurezza globale.
Abstract
This report analyzes the metamorphosis of modern conflict, in an era in which the battlefield is no longer only physical, but expands into a space dominated by information superiority, total surveillance, and the definitive fusion between the civilian and military worlds. After outlining the vital value of data as the new pillar of sovereignty, the analysis dives into the profiles of technological giants and shadow actors — Palantir, Paragon Solutions, and the Chinese state architecture — revealing how artificial intelligence, intrusion software, and satellite constellations are rewriting the boundaries of national autonomy. A crucial focus is dedicated to the power of exogenous technologies, where cutting-edge analytical systems and ‘surveillance diplomacy’ become the new tools with which great powers shape global balances and decide the fate of countries in crisis theaters.
The work explores the “geography of digital dominance,” interpreting digital infrastructures not as simple
tools, but as true devices of power: it lays bare the conflicts for the control of encryption and the silent battles in the electromagnetic spectrum, where the true game for dominance is played. Finally, the report exposes the epochal clash between the Western innovation model and Beijing’s doctrine of civil-military fusion, evaluating the opportunities and risks of a technological competition that will decide the stability and future of global security.

